167 anni di Consiglio federale senza il Grigionitaliano
«Tutto va bene»? La Pgi esprime il suo disappunto sul parere del Governo

Consiglio-federale-1848

Dalla costituzione del nuovo Stato federale svizzero nel 1848 il Grigionitaliano non è mai stato rappresentato in seno al Consiglio federale. I Grigioni di lingua romancia vi sono stati rappresentati una sola volta, ormai un secolo fa.

 

La stessa garanzia – non scritta ma assicurata con poche interruzioni per tutto il corso del XX secolo – di un rappresentante della Svizzera italiana non è ormai più rispettata da sedici anni.

Lo scorso 25 giugno il Governo grigione ha reso pubblico il suo parere negativo in merito all’iniziativa della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale che chiede l’ampliamento del Consiglio federale a nove membri al fine di garantire al suo interno un’equa rappresentanza delle componenti linguistiche del Paese. Secondo il Governo del trilingue Cantone dei Grigioni, non solo «il sistema attuale con sette consiglieri federali si è più volte dimostrato valido», ma persino, «finora, la garanzia di una equa rappresentanza in Consiglio federale delle diverse regioni del Paese e delle diverse regioni linguistiche ha funzionato bene».

Vi è da notare che, a sostegno della propria iniziativa, la stessa Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale ha esplicitamente portato all’attenzione l’esempio degli italofoni e dei romanciofoni dei Grigioni. È perciò assai chiara l’impossibilità di affermare, senza alcuna esitazione, che la garanzia di una rappresentanza delle minoranze linguistiche nell’Esecutivo federale abbia sinora sempre «funzionato bene».

Risulta pertanto ancor più incredibile la posizione del Governo retico, rispetto a cui la Pro Grigioni Italiano ha dovuto esprimere il proprio deciso disappunto con una lettera inviata lunedì 13 luglio e inoltrata per conoscenza a diversi altri rappresentanti del mondo politico svizzeroitaliano, chiedendo quali passi intenda intraprendere il Governo medesimo affinché la questione di un’equa rappresentanza delle componenti linguistiche del Paese sia affrontata anche in futuro – come esso stesso afferma –  «con la volontà politica necessaria».

Il testo della lettera può essere scaricato qui.

Per ulteriori informazioni: info@pgi.ch / 081 252 86 16.

 

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Alessandro Peroschi

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