Dal Principe di Salina a Giulio Andreotti
Cinema un lunedì al mese (pgi@garbald), Castasegna, 21 feb 2011, 20:30

Cinema_Il_DivoLa Storia d’Italia attraverso il film, «Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi».
Il ciclo di film per l’Unità d’Italia, iniziato nel 2010 con il Gattopardo, si conclude con una pellicola altrettanto emblematica del cinema italiano: Il Divo di Paolo Sorrentino (2008).
A Roma, all'alba, quando tutti dormono, c'è un uomo che non dorme. Quell'uomo si chiama Giulio Andreotti. Non dorme perché deve lavorare, scrivere libri, fare vita mondana e, in ultima analisi, pregare. Pacato, sornione, imperscrutabile, Andreotti è il potere in Italia da quattro decenni. Agli inizi degli anni novanta, senza arroganza e senza umiltà, immobile e sussurrante, ambiguo e rassicurante, avanza inarrestabile verso il settimo mandato come Presidente del Consiglio. Alla soglia dei settant'anni, Andreotti è un gerontocrate che, equipaggiato come Dio, non teme nessuno e non sa cosa sia il timore reverenziale.

« È un film sull'idea di Potere e solo di conseguenza su chi, quel potere, lo incarnò al massimo grado. (...) Il grottesco diventa la chiave estetica per capire il vero volto di una Politica che altrimenti rischierebbe di ridursi a un campionario di gag.»
Paolo Mereghetti, Corriere della sera, 23 maggio 2008
 

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