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Cinema un lunedì al mese (pgi@garbald), Castasegna, 17 gen 2011, 20:30

Cinema_AccattoneLa Storia d’Italia attraverso il film procede con Accattone di Pier Paolo Pasolini (1961), «folgorante esordio del regista romano che trasferisce in pellicola la tensione etica e formale dei suoi romanzi sul sottoproletariato romano», «un dramma epico-religioso che tocca il mistero “scandaloso” della Grazia».



Sottoproletario romano vive alle spalle di una prostituta che finisce in galera. Ne trova un'altra, se ne innamora e cerca un lavoro. Buono o cattivo, onesto o disonesto, Cataldi Vittorio detto "Accattone” (Franco Citti) è sempre uno che sta “fuori”.
Pasolini trasferisce in pellicola la tensione etica e formale dei suoi romanzi sul sottoproletariato romano. Il film viene girato nel 1961 nelle borgate romane, con attori per la maggior parte appartenenti ai luoghi e alle vicende narrate, quasi a voler ribadire che essi non sono "rappresentabili" da nessun altro che da essi stessi in quanto soggetti incontaminati, puri, privi delle sovrastrutture imposte dalla società.
Accattone fa subito scandalo. Alla XXII Mostra del cinema di Venezia viene accolto con fischi, pochi capiscono di trovarsi di fronte ad un’opera d’arte. Sarà la prima pellicola del cinema italiano ad essere vietata ai minori di diciotto anni.

«Io penso che scandalizzare sia un diritto, essere scandalizzati un piacere e chi rifiuta il piacere di essere scandalizzato è un moralista, il cosiddetto moralista».
Pier Paolo Pasolini nella sua ultima intervista, Francia, 1975
 

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